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raddrizzatrici che hanno la funzione di decuplicare all'incirca la tensione
           iniziale di cento mila volt prodotta da un trasformatore.
                   Il generatore alimenta la parte superiore del tubo di scarica.

           Questo grosso corpo, isolato da terra da colonne di isolatori di porcella-
           na, contiene la sorgente di ioni, che in questo caso saranno di idrogeno
           pesante, e tutti i servizi elettrici ad essa inerenti. L'energia arriva a questa
           specie di piccola centrale elettrica a mezzo di una cinghia isolante che
           mette in movimento un alternatore. L'estremo inferiore del tubo, che
           riceve il fascio di ioni accelerati, si trova in una cabina sottoposta alla
           camera che contiene gli apparecchi e porta la piastra di berillio da cui
           sono ottenuti i neutroni. Tale parte del tubo è immersa in una grande

           vasca d'acqua contenente in soluzione l'elemento sul quale si vuole agire.
                   Dopo la irradiazione, la soluzione viene portata nel laboratorio
           chimico, dove subisce le necessarie operazioni di concentrazione che,
           in generale, sono assai semplici e rapide.
                   I fenomeni di radioattività artificiale che si potranno ottenere da
           questa installazione sono gli stessi che si producono con le sorgenti di
           emanazione più berillio, usate nelle prime esperienze; ma, naturalmente,

           cambia l'ordine di grandezza del numero dei neutroni prodotti, e quindi
           quello delle sostanze che si possono preparare.
                   Con sorgenti di emanazione più berillio, anche se contengono,
           come quelle che io ho sempre impiegato, l'emanazione ricavata da un
           grammo di radio, le sostanze prodotte sono sempre in quantità tale
           che per apprezzarle occorre il contatore, o almeno una sensibile camera
           di ionizzazione. Con un apparecchio come quello che si sta montando
           qui non è esagerato prevedere che dalla placca di berillio vengano emessi

           neutroni come se vi fosse una sorgente delle solite, nella quale si fosse
           messa l'emanazione di qualche chilogrammo di radio: si capisce quindi
           che è legittimo sperare che si possano preparare giornalmente sostanze
           radioattive di attività equivalente a quella di qualche grammo di radio.
                   Prima di terminare questa conferenza, mi piace accennare breve-
           mente a quelle che si prevedono fra le più importanti applicazioni delle

           sostanze radioattive artificiali.
                   È da prevedere senz' altro che le sostanze radioattive artificiali
           troveranno un impiego terapeutico analogo a quello delle sostanze
           radioattive naturali. Per questo scopo potranno probabilmente venire


     181 EnricoFermi
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